Quanto tempo è passato

 

E’ passato così tanto dall’ultima volta che ho scritto… è come se il tempo si fosse fermato, in realtà di cose ne sono successe molte.

Vorrei scrivere di più, vorrei realizzare molte più cose delle varie che mi vengono in mente ed invece mi sembra sempre di rincorrere qualcosa che mi è sfuggito e una folata di vento dispettoso continua ad allontanarmi.

Ho visto sfrecciare un piccolo orsetto sulla neve, ne ho seguito un altro sui campi di mezza Italia, mi sono occupata di chi stava male, ho lavorato, sognato, pensato, seguito e rincorso ed eccomi qui nel bel mezzo dell’estate a fare progetti senza averne realizzati tanti altri ma il bello di prendersi una pausa dalla vita di tutti i giorni è proprio quello di pensare che al ritorno si possa ripartire da zero… beh proprio da zero magari no ma la sensazione è un po’ quella che si prova quando si ha a disposizione un foglio bianco su cui poter scrivere e disegnare nuove storie e nuove avventure con rinnovata fantasia e più carichi di energia… questo sì!

Buona estate!

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Ho paura

Una domenica mattina piccolo Pi si è presentato nel lettone con le manine sugli occhi dicendo: “Non fatemi più vedele il liblo degli elloli mi fa paula”.
Strano, non lo avevamo ancora letto e non lo prendevamo in mano da circa 2 mesi.
Indagando abbiamo scoperto che era il “disegno della copeltina a fargli paura. Non mi ricordavo bene cosa ci fosse raffigurato, quando l’ho guardata e visto un gattino grigio sul fronte e un pagliaccio con gli occhi a croce sul retro ho immaginato che fosse lui la causa della sua paura… e invece no, era proprio il muso di gatto grigio dagli occhi tristi al quale mancano le vibrisse di sinistra a terrorizzare un bimbo di 4 anni  rifugiato in fondo al letto sotto il piumone e sempre con le mani sugli occhi per essere certo di non vedere quell’immagine.
Le paure dei bambini possono essere le più disparate l’importante è cercare di superarle, questa volta abbiamo risolto velocemente  il problema inventandoci una nuova copertina con un gatto meno triste e completo di baffi, non credo che Gianni Rodari o Bruno Munari che ha illustrato il libro se la sarebbero avuta a male. Che dite?

Nuova copertina per il libro degli errori

Sogni d’oro

Il piccolo Pi comincia a star stretto nel suo lettino, non potrò far finta di ignorare ancora a lungo questo dato di fatto.
Vorrei non pensarci ancora per un po’ perché mi spiace dismettere dopo tanti anni il mitico lettino Stokke, perché un letto di dimensioni normali implica spostamenti e nuovi ragionamenti sugli arredi della camera ma soprattutto perché, diciamolo, vuol dire che il mio bambino non è più così piccolo e per una mamma la questione non è banale.
Non vorrei fare come la mia amica che ha sostituito il lettino della figlia all’età di sette anni, non fosse per il fatto che io non posso approfittare della finestrella sul fondo che le permetteva di far uscire i piedi…. Rischierei di trovarlo con le zampotte irrimediabilmente incastrate tra le sbarre!
Gli aspetti positivi naturalmente ci sono, veder crescere i propri figli è bello e stimolante inoltre vorrei fare come per P al quale il nuovo letto l’avevo disegnato io.
Vorrei che quello del piccolo Pi fosse diverso ma mi piacerebbe utilizzare lo stesso materiale, starebbero bene insieme e tutti e due avrebbero il loro personale contributo da parte della mamma.
Sto studiando il da farsi, sfoglio libri, guardo di qui e di  ma per ora non ho le idee chiare.

Accetto consigli!

Qualcuno me lo ha dato P.
“Mamma potresti farlo triangolare con le ruote da carriola in ogni lato, davanti sulla punta lunga un manubrio, intorno delle lattine che se ci soffi dentro il triangolo parte, poi un pulsante per l’autodistruzione e una cosa di ferro altissimo con sopra un cuscino!
“Ah! Che sollievo, almeno quello….”
“Poi basso, basso, basso sotto terra ci sono le coperte e dopo ci sono dei cassetti dove mettere i pupazzi…”
“Ma a cosa serve il pulsante per l’autodistruzione?”
“Se arriva un ladro glielo spari in faccia e sccchhhrrr sccchhhrrr lo distruggi”
“Quindi non serve per distruggere il letto con dentro piccolo Pi?”
“Nooooo”
“Beh allora potrei pensarci.”
imageimageLetto vintage

Qui c’è trucco e anche inganno

Tutto è iniziato pensando a come presentare in modo speciale un regalo importante.
L’idea di impacchettare un’alzatina in argento così com’era “nuda e cruda” non ci piaceva.
“Prepariamola con dei macarones
“Sì, sì dai!”
“Mmmm però forse non le piacciono e dovrebbero stare in frigorifero… Sono delicati”
“Già! C’è quel bel negozio che prepara composizioni floreali a foggia di torta”
“Belloooo, certo che se poi il regalo lo apre il giorno dopo rischia di trovare un dolce appassito”
“Vero…”
“Sai cosa facciamo? Prepariamo una bella torta finta a prova di gusto, frigorifero e impacchettamento!”
Fu così che La premiata pasticceria Vale&Vale si mise all’opera.
Sembra facile… Ma l’aver trovato lo stampo adatto, della giusta dimensione, il cioccolato accattivante e la panna ideale lo devo solo all’infinita energia della mia amica Vale che non si arrende mai!
Torte di cioccolato

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Rimedi anti-formiche

La primavera atmosferica non è ancora arrivata in compenso ieri sera quando siamo tornati a casa abbiamo trovato un battaglione di formiche.  Io avrei posizionato banali trappole o spruzzato nocivi insetticidi invece P si è messo subito al lavoro realizzando utilissime e assai ecologiche scarpe anti-formica. Si indossano e con una danza forsennata si parte all’eliminazione dei fastidiosi insetti con la tecnica dello schiacciamento. “Non vorremmo schiacciarle con le calze da notte, vero mamma?”
Bravo ragazzo!
Scarpe x formiche

Annoiarsi fa bene

Una giornata passata a casa malati può essere molto noiosa soprattutto se fuori splende il sole, però la noia stimola la fantasia e P in questo è maestro.

In due giorni ha prodotto: un amico immaginario in cartone e ossa, un fucile a doppietta fatto di rotoli , una chitarra con una scatola , una nuvola radiocomandata, un’armatura di palloncini, un fiore gigante con vecchie stampe da plotter, un libro, sculture di pasta da modellare, un mio ritratto in filo di rame, una tartaruga con un guscio di noce, un’altalena per conigli… per poi passare dal manufatto alle mosse acrobatiche per appendere dei peluche al soffitto!

Il nastro adesivo corre a fiumi in casa nostra ma ne vale la pena e per fortuna carta, cartone, rotoli,  scatole e materiali vari sono quasi tutti di riciclo, vengono poi utilizzati giochi tradizionali come una macchinina radiocomandata (da trasformare in nuvola con un po di carta e biadesivo) e nuovi materiali come scooby doo colorati, palloncini o filo di rame.

Annoiarsi stimola la fantasia e poi…. tutti di nuovo a scuola!

Lavoretti di Franci

Facciamo un libro baobab

Alcuni giorni fa Milano si è immersa nella nebbia e ormai non è più così frequente.

Stavamo andando a scuola ed osservando la nebbia P mi chiede: “Come mai mamma ieri sera vedevo il campo tutto bianco ed una volta corso nel mezzo vedevo le cose che prima erano nascoste?”

E’ stato facile spiegargli il fenomeno descrivendogli il bellissimo libro  di Bruno Munari “Nella nebbia di Milano”. Ricordo benissimo quando negli anni ottanta sono andata a vedere la mostra che Palazzo Reale aveva dedicato a questo grande artista. La sala in cui veniva riprodotta la nebbia era magica. Grandi teli bianchi appesi al soffitto scendevano a terra distanti l’uno dall’altro circa un metro, ognuno di essi riproduceva una sagoma; un albero,  un bambino, un cartello stradale proprio come nel libro ma qui si poteva camminare tra una scena e l’altra avanzando nella sovrapposizione delle trasparenze che man mano svelavano gli oggetti più lontani.

Ho proposto a P di realizzare noi un nostro libro della nebbia con fogli di carta da lucido su cui disegnare. L’idea gli è piaciuta così tanto che ne ha subito avuta un’altra: “Mamma realizziamo anche un libro baobab!” Io: “Mmmmh un libro baobab? In che senso…. un libro molto grosso?” P: “Nooo, uno di quei libri che quando li apri si sollevano le fiugure!” “Aaaah un libro pop-up!” Progetto già più ambizioso… (anche se lui ci ha già provato).

Gli ho raccontato alcune “storie di nebbia” come quella in cui la mia maestra Igi si è ritrovata in mezzo ad un campo invece che a scuola, o quando da bambina in vacanza con il camper ci siamo fermati per la notte in un luogo non meglio precisato e al mattino ci siamo ritrovati, al dissolversi della foschia, in pigiama a fare colazione nel bel mezzo di una piazza di paese. P e piccolo Pi hanno riso moltissimo.

Chissà quando lavoreremo al nostro progetto di libro. Nel frattempo P, appena prima della cena, ha realizzato in fretta e furia una piccola maquette di quella famosa mostra.

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Materiale utilizzato:

  • fogli di carta da lucido (per ricreare la nebbia)
  • un vassoietto da pasticcere
  • nastro adesivo (per attaccare i fogli al vassoietto)
  • un nastro (da attaccare al vassoietto per sospenderlo nel vuoto)
  • forbici
  • piccoli adesivi (meglio fare dei disegni)
  • omino Lego (per l’effetto visitatore)

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Una margherita di cartone

Ieri pomeriggio P é uscito da scuola portandomi una margherita fatta di cartone “mamma questa è per te!”. Andava al suo primo pigiama party ed era alle stelle. Io sono tornata a casa con il piccolo Pi al quale quella sera il folletto Serralocchi non avrebbe più portato il ciuccio.
Ricevere un fiore è un buon inzio.

una margherita di cartone

una margherita di cartone