L’omino rosa

Ogni mattina andando a scuola i due P ed io facciamo un lungo tragitto lungo il quale incontriamo diversi punti di riferimento alcuni dei quali sono diventati nostri amici. Abbiamo anche disegnato una mappa che prima o poi dovremo aggiornare con le nuove scoperte.

Ci sono i pianeti, lo Ja rosa, Pisssello, il citofono ad orecchio, l’omino delle luci, la casetta profumata…

Ognuno di loro ha una storia. Lo Ja, che nella lingua del piccolo Pi sarebbe un coniglio, lo vediamo da lontano, Pisssello vive seminudo in città con elmo e alette ai piedi e ci preoccupiamo molto per lui soprattutto quando piove, l’omino delle luci trasporta un carico davvero pesante ma soprattutto è mooolto sporco e ci chiediamo quando verrà pulito, la casetta profumata era andata letteralmente a fuoco ed è rimasta a lungo abbandonata fino a che è risorta dalle sue ceneri tornando finalmente ad ospitare piante e fiori. Facciamo molti altri incontri ed immaginiamo tante storie diverse per ognuno di questi.

E’ bello percorrere la strada salutando tanti amici, rende tutto più allegro anche se siamo quasi sempre in ritardo ed affannati.

Da poco si era aggiunto alla nostra combriccola l’omino rosa. Abbiamo fantasticato molto su come fosse arrivato lì, di cosa fosse fatto, chi lo avesse creato. I bambini hanno desiderato portarselo a casa ma sono riuscita a farli desistere. Un giorno siamo riusciti finalmente a raggiungerlo per vederlo da vicino e fotografarlo… come erano contenti!

Il giorno dopo l’omino rosa era scomparso… abbiamo temuto fosse caduto ma non ne abbiamo rinvenuto il corpo. Rimangono solo alcune tracce della sua presenza sulla ringhiera in ferro su cui era seduto.

Chi ha portato via l’omino rosa?

Abbiamo una nuova missione: risolvere questo mistero.

Alla prossima puntata.

omino rosa

Qui c’è trucco e anche inganno

Tutto è iniziato pensando a come presentare in modo speciale un regalo importante.
L’idea di impacchettare un’alzatina in argento così com’era “nuda e cruda” non ci piaceva.
“Prepariamola con dei macarones
“Sì, sì dai!”
“Mmmm però forse non le piacciono e dovrebbero stare in frigorifero… Sono delicati”
“Già! C’è quel bel negozio che prepara composizioni floreali a foggia di torta”
“Belloooo, certo che se poi il regalo lo apre il giorno dopo rischia di trovare un dolce appassito”
“Vero…”
“Sai cosa facciamo? Prepariamo una bella torta finta a prova di gusto, frigorifero e impacchettamento!”
Fu così che La premiata pasticceria Vale&Vale si mise all’opera.
Sembra facile… Ma l’aver trovato lo stampo adatto, della giusta dimensione, il cioccolato accattivante e la panna ideale lo devo solo all’infinita energia della mia amica Vale che non si arrende mai!
Torte di cioccolato

image

Rimedi anti-formiche

La primavera atmosferica non è ancora arrivata in compenso ieri sera quando siamo tornati a casa abbiamo trovato un battaglione di formiche.  Io avrei posizionato banali trappole o spruzzato nocivi insetticidi invece P si è messo subito al lavoro realizzando utilissime e assai ecologiche scarpe anti-formica. Si indossano e con una danza forsennata si parte all’eliminazione dei fastidiosi insetti con la tecnica dello schiacciamento. “Non vorremmo schiacciarle con le calze da notte, vero mamma?”
Bravo ragazzo!
Scarpe x formiche

Milano Design Week

Ogni anno mi ripropongo di fare giri su giri… Ogni anno va tutto in fumo. Il lavoro, i bambini, gli imprevisti dell’ultimo momento e la pigrizia (in realtà si tratta di vera e propria stanchezza) smontano i miei propositi con la stessa facilità con cui il lupo distrugge la casetta in paglia del porcellino n. 1. Quest’anno non posso nemmeno contare sulla domenica che non scrivo nemmeno cosa dovremo fare per evitare di stancarmi virtualmente.

Comunque andrà già da ora mi ritengo appagata, sono stata ieri mattina alla Cascina Cuccagna all’apertura ancora tutto sonnecchiava ed io ero di corsa ma me ne sono subito innamorata. Era tantissimo che non ci tornavo e sono stata felice di vedere come si è trasformata. Ho proposto al grande P di tornarci la sera.

Abbiamo visto una piccola mostra “l’essenza e l’accesso” che fa pensare.
Abbiamo incontrato due giovani fratelli che con passione e abilità producono artigianalmente queste bellissime sedie di Chiavari.
Abbiamo parlato con chi si occupa di Re Mida a Varese e ricordato quando P andava ad un nido gestito da una cooperativa di Reggio Emilia che utilizzava tutti questi splendidi materiali (con in nuovi bandi del Comune è andato tutto in fumo)

SprecoChiavarinaimage

Abbiamo salutato 2 giovani mamme che gestiscono questo bellissimo sito e-commerce.
Ci siamo fatti raccontare il progetto montessoriano di questo progettista.
Abbiamo gustato dei buonissimi formaggi di capra a km zero.
image. image. image

Finalmente un’occasione in cui sentirsi orgogliosi di far parte di questo paese.

Annoiarsi fa bene

Una giornata passata a casa malati può essere molto noiosa soprattutto se fuori splende il sole, però la noia stimola la fantasia e P in questo è maestro.

In due giorni ha prodotto: un amico immaginario in cartone e ossa, un fucile a doppietta fatto di rotoli , una chitarra con una scatola , una nuvola radiocomandata, un’armatura di palloncini, un fiore gigante con vecchie stampe da plotter, un libro, sculture di pasta da modellare, un mio ritratto in filo di rame, una tartaruga con un guscio di noce, un’altalena per conigli… per poi passare dal manufatto alle mosse acrobatiche per appendere dei peluche al soffitto!

Il nastro adesivo corre a fiumi in casa nostra ma ne vale la pena e per fortuna carta, cartone, rotoli,  scatole e materiali vari sono quasi tutti di riciclo, vengono poi utilizzati giochi tradizionali come una macchinina radiocomandata (da trasformare in nuvola con un po di carta e biadesivo) e nuovi materiali come scooby doo colorati, palloncini o filo di rame.

Annoiarsi stimola la fantasia e poi…. tutti di nuovo a scuola!

Lavoretti di Franci

Facciamo un libro baobab

Alcuni giorni fa Milano si è immersa nella nebbia e ormai non è più così frequente.

Stavamo andando a scuola ed osservando la nebbia P mi chiede: “Come mai mamma ieri sera vedevo il campo tutto bianco ed una volta corso nel mezzo vedevo le cose che prima erano nascoste?”

E’ stato facile spiegargli il fenomeno descrivendogli il bellissimo libro  di Bruno Munari “Nella nebbia di Milano”. Ricordo benissimo quando negli anni ottanta sono andata a vedere la mostra che Palazzo Reale aveva dedicato a questo grande artista. La sala in cui veniva riprodotta la nebbia era magica. Grandi teli bianchi appesi al soffitto scendevano a terra distanti l’uno dall’altro circa un metro, ognuno di essi riproduceva una sagoma; un albero,  un bambino, un cartello stradale proprio come nel libro ma qui si poteva camminare tra una scena e l’altra avanzando nella sovrapposizione delle trasparenze che man mano svelavano gli oggetti più lontani.

Ho proposto a P di realizzare noi un nostro libro della nebbia con fogli di carta da lucido su cui disegnare. L’idea gli è piaciuta così tanto che ne ha subito avuta un’altra: “Mamma realizziamo anche un libro baobab!” Io: “Mmmmh un libro baobab? In che senso…. un libro molto grosso?” P: “Nooo, uno di quei libri che quando li apri si sollevano le fiugure!” “Aaaah un libro pop-up!” Progetto già più ambizioso… (anche se lui ci ha già provato).

Gli ho raccontato alcune “storie di nebbia” come quella in cui la mia maestra Igi si è ritrovata in mezzo ad un campo invece che a scuola, o quando da bambina in vacanza con il camper ci siamo fermati per la notte in un luogo non meglio precisato e al mattino ci siamo ritrovati, al dissolversi della foschia, in pigiama a fare colazione nel bel mezzo di una piazza di paese. P e piccolo Pi hanno riso moltissimo.

Chissà quando lavoreremo al nostro progetto di libro. Nel frattempo P, appena prima della cena, ha realizzato in fretta e furia una piccola maquette di quella famosa mostra.

IMG_4889

Materiale utilizzato:

  • fogli di carta da lucido (per ricreare la nebbia)
  • un vassoietto da pasticcere
  • nastro adesivo (per attaccare i fogli al vassoietto)
  • un nastro (da attaccare al vassoietto per sospenderlo nel vuoto)
  • forbici
  • piccoli adesivi (meglio fare dei disegni)
  • omino Lego (per l’effetto visitatore)

IMG_4898