Sogni d’oro

Il piccolo Pi comincia a star stretto nel suo lettino, non potrò far finta di ignorare ancora a lungo questo dato di fatto.
Vorrei non pensarci ancora per un po’ perché mi spiace dismettere dopo tanti anni il mitico lettino Stokke, perché un letto di dimensioni normali implica spostamenti e nuovi ragionamenti sugli arredi della camera ma soprattutto perché, diciamolo, vuol dire che il mio bambino non è più così piccolo e per una mamma la questione non è banale.
Non vorrei fare come la mia amica che ha sostituito il lettino della figlia all’età di sette anni, non fosse per il fatto che io non posso approfittare della finestrella sul fondo che le permetteva di far uscire i piedi…. Rischierei di trovarlo con le zampotte irrimediabilmente incastrate tra le sbarre!
Gli aspetti positivi naturalmente ci sono, veder crescere i propri figli è bello e stimolante inoltre vorrei fare come per P al quale il nuovo letto l’avevo disegnato io.
Vorrei che quello del piccolo Pi fosse diverso ma mi piacerebbe utilizzare lo stesso materiale, starebbero bene insieme e tutti e due avrebbero il loro personale contributo da parte della mamma.
Sto studiando il da farsi, sfoglio libri, guardo di qui e di  ma per ora non ho le idee chiare.

Accetto consigli!

Qualcuno me lo ha dato P.
“Mamma potresti farlo triangolare con le ruote da carriola in ogni lato, davanti sulla punta lunga un manubrio, intorno delle lattine che se ci soffi dentro il triangolo parte, poi un pulsante per l’autodistruzione e una cosa di ferro altissimo con sopra un cuscino!
“Ah! Che sollievo, almeno quello….”
“Poi basso, basso, basso sotto terra ci sono le coperte e dopo ci sono dei cassetti dove mettere i pupazzi…”
“Ma a cosa serve il pulsante per l’autodistruzione?”
“Se arriva un ladro glielo spari in faccia e sccchhhrrr sccchhhrrr lo distruggi”
“Quindi non serve per distruggere il letto con dentro piccolo Pi?”
“Nooooo”
“Beh allora potrei pensarci.”
imageimageLetto vintage

Freddo e fango

Per molti bambini si sta per concludere un anno di scuola, di attività e di sport.

Quest’anno il Grande P ha deciso di iscrivere P. ad uno sport di squadra per cercare di migliorare la sua indole a dir poco esuberante ma che nasconde un carattere timido ed introverso. La scelta, senza troppi preamboli è caduta sul rugby. Ammetto che il mio animo di mamma italiana quello del tipo ohmammamiasesifamale e la repulsione per terra e fango hanno cercato di fare resistenza ma i pregiudizi sono presto venuti meno.

E’ entusiasmante veder giocare dei bambini che affrontano con entusiasmo, forza e coraggio gli avversari nonostante i risultati e le condizioni atmosferiche che quest’anno hanno dato il peggio. Pazienza se ogni tanto non si buttano nella mischia, raccolgono le margherite o non gridano l’inno della squadra, anche se i padri difficilmente lo accettano…

Ieri siamo stati in trasferta è finalmente il sole ci ha accompagnati, non esultiamo perché al prossimo allenamento tornerà il diluvio… Comunque di questi mesi mi resterà sicuramente il ricordo del fango, del freddo, delle sveglie all’alba di domenica ma anche l’emozione della prima volta in cui nostro figlio è partito per stare via due notti “tutto solo”, l’energia dei bambini e la speranza che P. pian piano riesca a sentirsi parte di una squadra senza aver timore di esultare così come di arrabbiarsi insieme a degli amici.

Grande P hai fatto bene ad insistere!

Topolino 2013 copy

Io e te

Poter vedere il mondo con gli occhi di un treenne almeno per un giorno mi piacerebbe davvero tantissimo.

L’altro giorno il Piccolo Pi osservando due bassorilievi all’ingresso di un palazzo mi ha guardata e mi ha detto: “Mamma quelli siamo io e te”

Fin che dura me la godo… fra una decinna d’anni dovrò ricordarmi di come mi vedeva e magari lo ricorderò anche a lui!

Siamo io e te

Fai finta di essere una mamma intelligente

f2013_febbraio Gnomo pie disegnoIl piccolo Pi, neo treenne, alcune mattine fa mi ha guardato serio negli occhi e con tono perentorio mi ha detto: “fai finta di essere una mamma intelligente!” Ad onor del vero devo dire che ha aggiunto “così io ti faccio BUUU” e alla domanda: “angioletto della mamma, dimmi, conosci il significato di intelligente?” mi ha risposto di no. Il mio orgoglio ferito si è risollevato ma forse è meglio non dar nulla per scontato con i bambini anche (e forse soprattutto) se certe affermazioni arrivano da un nanetto vestito da gnomo! Leggendo il significato di intelligente qualche dubbio mi è sorto…