C’è bisogno di ordine da queste parti!

Normalmente tutti gli anni, verso la fine, inizio la stesura dei miei buoni propositi. Lo fanno in molti, credo sia un modo per fare il punto della situazione e infondersi energia positiva per affrontare un nuovo anno con più stimoli.

Quest’anno non so perché non ho nemmeno iniziato, forse ho bisogno di fare “pulizia” per trovare nuove energie.

In una libreria, mentre mi trovavo alla cassa, il mio sguardo si è posato su di  un libro che ha attratto subito la mia attenzione e al quale non ho resistito, si intitola “Il magico potere del riordino” sottotitolo il metodo giapponese che trasforma i vostri spazi e la vostra vita di Marie Kondo. Non avevo mai sentito parlare di questa giovane autrice che ho poi scoperto essere diventata una celebrità.

Ho iniziato a leggere il suo libro decisa a seguire alla lettera i consigli di Marie… procedendo nella lettura ho iniziato a pensare che il suo metodo è forse un po’ troppo radicale per me, vorrei davvero avere il coraggio di eliminare decine di oggetti. Mi rendo perfettamente conto che è una questione puramente psicologica quella di non riuscire a distaccarsi dalle cose materiali ed ho deciso di lavorarci su.

Sacchi e sacchi di cose hanno già trovato una nuova vita ma a casa nostra non sembra ancora cambiato un gran che… devo lavoraci ancora con energia perché sono certa che possa essere davvero liberatorio. Vediamo dove riuscirò ad arrivare, confesso di non essere particolarmente ottimista in merito anche perché P è un po’ come me forse peggio ama le cose antiche e vecchie ed in ogni oggetto si nasconde un ricordo.

Per ora non mi arrendo!

Dipingere

L’omino rosa

Ogni mattina andando a scuola i due P ed io facciamo un lungo tragitto lungo il quale incontriamo diversi punti di riferimento alcuni dei quali sono diventati nostri amici. Abbiamo anche disegnato una mappa che prima o poi dovremo aggiornare con le nuove scoperte.

Ci sono i pianeti, lo Ja rosa, Pisssello, il citofono ad orecchio, l’omino delle luci, la casetta profumata…

Ognuno di loro ha una storia. Lo Ja, che nella lingua del piccolo Pi sarebbe un coniglio, lo vediamo da lontano, Pisssello vive seminudo in città con elmo e alette ai piedi e ci preoccupiamo molto per lui soprattutto quando piove, l’omino delle luci trasporta un carico davvero pesante ma soprattutto è mooolto sporco e ci chiediamo quando verrà pulito, la casetta profumata era andata letteralmente a fuoco ed è rimasta a lungo abbandonata fino a che è risorta dalle sue ceneri tornando finalmente ad ospitare piante e fiori. Facciamo molti altri incontri ed immaginiamo tante storie diverse per ognuno di questi.

E’ bello percorrere la strada salutando tanti amici, rende tutto più allegro anche se siamo quasi sempre in ritardo ed affannati.

Da poco si era aggiunto alla nostra combriccola l’omino rosa. Abbiamo fantasticato molto su come fosse arrivato lì, di cosa fosse fatto, chi lo avesse creato. I bambini hanno desiderato portarselo a casa ma sono riuscita a farli desistere. Un giorno siamo riusciti finalmente a raggiungerlo per vederlo da vicino e fotografarlo… come erano contenti!

Il giorno dopo l’omino rosa era scomparso… abbiamo temuto fosse caduto ma non ne abbiamo rinvenuto il corpo. Rimangono solo alcune tracce della sua presenza sulla ringhiera in ferro su cui era seduto.

Chi ha portato via l’omino rosa?

Abbiamo una nuova missione: risolvere questo mistero.

Alla prossima puntata.

omino rosa

Perle di saggezza

Domenica scorsa abbiamo festeggiato tutti in un colpo i compleanni di dicembre e di gennaio di una parte della famiglia, 8 persone…tra le quali anche P e piccolo Pi che lo hanno definito il “finto” compleanno dato che esiste anche un “finto” Natale, quello che si passa con parte della famiglia qualche giorno prima del 25 dicembre.

Piccolo Pi che non ha ancora 4 anni (il “vero” compleanno non è ancora arrivato) seduto con aria saggia ha così commentato: “Il finto compleanno, il finto Natale… viviamo in un mondo di plastica!”

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Nativi digitali

L’altro giorno durante il nostro immancabile caffè mattutino è saltato fuori l’argomento “giochini”. Bia descriveva una vera e propria scena isterica di suo figlio seienne dovuta al fatto che l’app con la quale stava giocando aveva fatto virtualmente acquistare al suo protagonista degli stivali che lui non voleva più “ma quel fregone di tablet non gli ridava le sue monete!”. Per alcuni giorni l’oggetto è stato fatto sparire e la calma è tornata. I miei figli le poche volte che hanno tra le mani uno di quei giochi finiscono per litigare volendo l’esclusiva del touch screen. È difficile capire come comportarsi con i bambini e le nuove tecnologie, quanto concederle e quanto vietarle. Forse io le nego troppo ma pensando a quei ragazzi, sempre più numerosi, costretti a dover affrontare una vera e propria disintossicazione non so se sbaglio del tutto.
Dopo il caffè mi sono avviata al lavoro e alla radio o sentito parlare della ricerca commissionata dal National Trust sulle abitudini dei bambini fino ai 12 anni dalla quale è emerso che molti di loro passano gran parte del tempo libero seduti davanti alla tv o a giocare con i videogiochi, che meno di uno su dieci gioca regolarmente all’aria aperta e che un terzo non si è mai arrampicato su un albero. Ha quindi lanciato la campagna “50 cose da fare prima di avere 11 anni e 3/4″.
Ho stampato l’elenco e la sera a casa ci siamo divertiti a leggerlo con i bambini spuntando le esperienze già fatte… siamo piuttosto soddisfatti 20 su 30! Ma sfido a trovare tra gli amici chi ha giocato a conker o a geocaching!
Sarebbe bello riscrivere questa lista all’italiana.

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1. Arrampicarsi su un albero
2. Rotolare giù da una grande collina
3. Accamparsi all’aperto
4. Costruire un rifugio
5. Far rimbalzare i sassi sull’acqua
6. Correre sotto la pioggia
7. Far volare un aquilone
8. Pescare con il retino
9. Mangiare una mela appena colta dall’albero
10. Giocare a conker, un gioco tradizionale inglese in cui un partecipante munito di una castagna attaccata a uno spago cerca di staccare dal filo o far cadere la castagna dell’avversario
11. Lanciare palle di neve
12. Partecipare a una caccia al tesoro sulla spiaggia
13. Fare una torta di fango
14. Costruire una diga su un ruscello
15. Andare sullo slittino
16. Seppellire qualcuno sotto la sabbia
17. Organizzare una gara di lumache
18. Stare in equilibrio su un albero caduto
19. Dondolarsi da una corda
20. Giocare a scivolare nel fango
21. Mangiare more raccolte dai rovi
22. Guardare dentro un albero
23. Esplorare un’isola
24. Correre a braccia aperte facendo l’aeroplano
25. Fischiare usando un filo d’erba
26. Andare in cerca di fossili e ossa
27. Guardare l’alba
28. Scalare un’enorme collina
29. Visitare una cascata
30. Dar da mangiare a un uccello dalla mano
31. Andare a caccia di insetti
32. Cercare uova di rana
33. Catturare una farfalla con il retino
34. Inseguire animali selvatici
35. Scoprire cosa c’è in uno stagno
36. Richiamare un gufo imitando il suo verso
37. Osservare le strane creature tra le rocce di un lago
38. Allevare una farfalla
39. Dare la caccia a un granchio
40. Fare una passeggiata nel bosco di notte
41. Piantare qualcosa, coltivarla e mangiarla
42. Nuotare in mare, in un fiume, insomma, non in piscina
43. Fare rafting
44. Accendere un fuoco senza fiammiferi
45. Trovare la strada servendosi solo di mappa e bussola
46. Arrampicarsi sui massi
47. Cucinare in campeggio
48. Fare discesa in corda doppia
49. Giocare a geocaching, una Caccia al tesoro con il GPS
50. Andare in canoa su un fiume

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